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Prof. Giuseppe Di Fatta

Giuseppe Di Fatta è Professore di Informatica presso la Libera Università di Bolzano, dove si occupa di Intelligenza Artificiale, Machine Learning e Data Science.

In precedenza ha lavorato per molti anni nel Regno Unito, alla University of Reading, ricoprendo il ruolo di Direttore del Dipartimento di Informatica. Ha contribuito allo sviluppo della piattaforma di Data Science KNIME presso l’Università di Costanza in Germania e ha svolto attività di ricerca in diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Svizzera. Germania e Inghilterra, dove ha trascorso la maggior parte della sua carriera accademica.

Autore di oltre 130 pubblicazioni scientifiche e coinvolto in numerosi progetti internazionali, concentra il suo lavoro sullo sviluppo di algoritmi di Intelligenza Artificiale basata sui dati e sulle loro applicazioni per supportare decisioni, servizi e processi complessi.

È convinto che le nuove tecnologie, e in particolare l’Intelligenza Artificiale, debbano essere messe al servizio dell'uomo e del miglioramento della qualità della vita; tra i suoi principali ambiti applicativi di interesse rientra il settore medico-sanitario.

All’interno del comitato scientifico di Cistite.info APS, mette a disposizione la sua esperienza per sviluppare soluzioni informatiche e strumenti basati sull’Intelligenza Artificiale volti a migliorare i servizi dell’associazione, rendere più efficiente la gestione e la fruizione delle informazioni e offrire agli utenti un supporto sempre più personalizzato e affidabile.

Pagina Web del Prof. Giuseppe Di Fatta.

 

Prof. Giuseppe Di Fatta
Computer Science and Machine Learning
Faculty of Engineering
Free University of Bozen-Bolzano, Italy

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Consulenze con Rosanna

Clicca sul link di seguito per accedere al calendario con le disponibilità. Puoi selezionare l'opzione per le consulenze via telefono o videocall o in presenza.

 

CONSULENZA TELEFONICA

CONSULENZA TRAMITE VIDEOCALL

CONSULENZA IN PRESENZA (BOLZANO)

Le consulenze con la Dr.ssa Rosanna Piancone verranno effettuate, a tua scelta, tramite telefono, videocall o in presenza in studio a Bolzano. I tempi di attesa in genere non superano i 2 mesi.

Durante la prima consulenza della durata di circa 2 ore Rosanna ti fornirà informazioni semplici e complete sulla tua malattia, individuerà i fattori scatenanti, ti spiegherà l'origine dei sintomi che ti affliggono, ti suggerirà i vari accorgimenti che puoi autonomamente mettere in atto per prevenire nuove riacutizzazioni, ti consiglierà i trattamenti e i professionisti adatti a risolvere il tuo disagio e chiarirà ogni dubbio sull'eventuale percorso terapeutico già intrapreso.

I costi sono i seguenti:

  • prima consulenza  (durata di circa 2 ore)
    € 140 per chi non è socio 
    € 100 per i soci
  • consulenze successive alla prima (durata di circa 1 ora)
    € 100 per chi non è socio
    € 80 per i soci

Rosanna devolverà l'intero compenso all'associazione Cistite.info APS a sostegno delle attività istituzionali in favore dei soci, pertanto il pagamento verrà effettuato direttamente all'associazione, che provvederà al rilascio di regolare ricevuta detraibile al 30% o deducibile al 10% (a scelta del contribuente in fase di dichiarazione dei redditi).

Puoi effettuare la donazione tramite Paypal e/o carta di credito utilizzando i pulsanti che seguono. Una volta effettuato il pagamento avrai accesso al calendario di prenotazione.

 

Se non sei socio/a effettua il pagamento utilizzando il pulsante  paypal subito sotto  oppure Diventa socio per effettuare il pagamento agevolato.

 

Tipo di consulenza
Nome e cognome non socio

  

Se sei socio/a effettua il pagamento utilizzando il pulsante paypal che apparirà qui sotto dopo aver effettuato il login (in alto in questo stesso sito).

 

In caso di impedimenti ad effettuare la consulenza, vista la lunga lista d'attesa ti chiediamo di comunicarlo con 24 ore di preavviso a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per poter lasciare il tuo posto ad un'altra donna in difficoltà. L'importo pagato per la consulenza non usufruita non potrà essere restituito in quanto donazione, ma sarà nostra premura garantirti un nuovo appuntamento. In caso di disdetta con meno di 24 ore di preavviso o in caso di impedimenti tecnici o personali non dovuti alla Dottoressa, non verrà programmato un nuovo appuntamento.

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ASSOCIAZIONE DEI CONSUMATORI AECI APS ROMA SUD

In quale reato incorro se “critico” un professionista o un servizio offerto da un'attività?

 La Giurisprudenza si è espressa affermando che non vi è alcun reato nell’esprimere considerazioni critiche sulla qualità dei servizi offerti. In sostanza, il diritto di critica, disciplinato e tutelato dalla Costituzione Italiana all’art. 21, quando si esercita nei confronti di un’attività o di un professionista, può essere espresso, senza, tuttavia, travalicare i limiti.

Elementi fondamentali del diritto di critica sono:

  • l’esistenza del fatto criticato (ovvero la veridicità del fatto accaduto)
  • la continenza verbale (modalità di comunicazione della notizia che deve essere rappresentata mediante una forma espressiva non infamante e nei giusti limiti della obiettività).

Entro questi limiti, i giudizi espressi, seppur aspri e polemici, sono legittimi e non costituiscono diffamazione

 

 

 

Sentenze della cassazione

La critica mira ad informare il destinatario su un determinato fatto, rappresenta valutazioni personali in merito ad uno specifico evento o, in alcuni casi, al comportamento. Tale diritto, come ogni altra facoltà, può essere esercitato entro specifici limiti, che sono stati individuati dalla Corte di Cassazione, con la storica sentenza n. 6902/2012, nella verità (la critica deve essere vera), continenza (la critica deve essere obiettiva e non infamante) e pertinenza (la critica deve rispondere ad un interesse meritevole).

Sempre in materia di diritto di critica, la Cassazione, ancora, con la sentenza n. 3148/19 ha stabilito che una recensione critica che lede la reputazione può essere diffamatoria. Tuttavia se la recensione è pertinente (corrispondente ad un proprio interesse), rispetta il criterio della continenza (ed è quindi non infamante) e non attribuisce fatti determinati falsi e denigratori, sussiste il diritto di critica.

 

Esempi

  • Reato di diffamazione
    "Il dr Bianchi è un ladro macellaio: 300 euro per 5 minuti di visita in cui sadicamente provoca dolore"
  • Diritto di critica
    "Durante la visita col dr Bianchi ho provato molto dolore. Non mi sono sentita rispettata e compresa nella mia fragilità vulvare. Inoltre ho trovato il prezzo di 300 euro eccessivo per una visita di 5 minuti "

 

Hai bisogno di aiuto? Guarda la convenzione con AECI - Roma Sud per i nostri soci

 

Conclusione

Tutto quanto precisato dalla Corte di Cassazione può riassumersi nel fatto che narrare la verità (seppur negativa) su un fatto riguardante un soggetto senza l’aggiunta di alcun commento denigratorio , non configura la diffamazione.

È doveroso, a tal punto, rammentare che la critica, per definizione, si concretizza nell’espressione di un giudizio e, più in generale, di un’opinione che, come tale, non può che essere fondata su un’interpretazione soggettiva dei fatti, manifestata anche con toni forti e, talvolta, polemici.

In generale la critica, compresa quella che si traduce in scritti, si risolve in una interpretazione di fatti, di comportamenti e di opere dell'uomo e, per sua natura, non può essere che soggettiva, cioè corrispondente al punto di vista di chi la manifesta.

In altri termini il diritto di critica è tale se non trascende in una gratuita e immotivata aggressione dell’altrui reputazione -esempio “Caio è un ladro“; “Tizio è un truffatore“; “Sempronio ha rubato“-, ma non vieta l’utilizzo di termini che, sebbene oggettivamente offensivi, siano insostituibili nella manifestazione del pensiero critico in quanto non hanno adeguati equivalenti.

 

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Bibliografia 

  1. Sez. 5, n. 17243 del 19/02/2020, dep. il05/06/2020, Lunghini, Rv. 279133 - 01
  2. Sez. 5, n. 15089 del 29/11/2019, dep. il14/05/2020, PM c/ Cascio, Rv. 279084 – 01
  3. Sez. 5, n. 31669 del 14/04/2015, dep. il21/07/2015, Marcialis, Rv. 264442 – 01
  4. Sentenza numero 5704.2022, depositata il 17 febbraio 2022, Suprema Corte – Sezione V Penale.

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